sabato 12 luglio 2014

DO NOT CRY FOR PALESTINE


Ancora una bruttissima giornata e non mi riferisco alla pioggia, anche perché restando in città mi sono del tutto indifferenti le condizioni metereologiche.
Mi riferisco alle terribili immagini e notizie che arrivano da Gaza nella quasi totale indifferenza del resto del mondo.

Così come fu per gli Indiani d'America, così è oggi per il popolo Palestinese.

L'indignazione, la rabbia e la ribellione appartengono ad una piccola parte dell'umanità che si batte disarmata contro un gigante bellico avido di sangue.

Dall'altra parte c'è l'ignoranza, il razzismo, la prepotenza, la complicità e la terribile crudeltà dell'indifferenza, atta a tutelare la misera tranquillità quotidiana del popolino che non vuole essere disturbato da fatti della quale non gli interessa nulla. Da qui la comoda convinzione che Israele si sta "giustamente" difendendo dai terroristi Palestinesi. Così la coscienza, ammesso ne abbiano una, è a posto.

Io appartengo a quella minoranza, quella che si batte, che sostiene le iniziative in difesa dei Palestinesi, quella che la notte non dorme, quella che si ribella alle ingiustizie di questo mondo e vive un'esistenza poco serena perché non distoglie lo sguardo dalle atrocità che ogni giorno vengono inflitte agli ultimi della terra.

Siamo pochi, siamo soli, le nostre lotte sono inascoltate e la nostra posizione è scomoda ma, non vorrei mai trovarmi dalla parte degli aguzzini, non ho il coraggio di girarmi dall'altra parte per tutelare la mia serenità, non ci riesco.

Vicina al popolo Palestinese, piango!




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