mercoledì 28 gennaio 2009

OLOCAUSTO DIMENTICATO!








Giornata della Memoria:





il grande olocausto indiano I PELLEROSSA
GENOCIDIO DIMENTICATO





Oltre al ricordo “politicamente corretto”, la rimembranza scomoda: sterminio di 8 milioni di nativi americani, vittime dell'immigrazioneIl 27 gennaio è assurto a giorno della memoria “politicamente corretta”, in cui una comunità ha ottenuto di diventare l’emblema incontestabile della sofferenza, come se la persecuzione subita da questo popolo prima della metà del secolo scorso sia un “unicum” che si eleva al di sopra delle tragedie di tutti gli altri popoli. Questo è profondamente ingiusto e discriminatorio: il “genio criminale” del genere umano ha lasciato ben altre tracce nella storia. In primo luogo, il genocidio dei nativi d’America, un grande popolo guerriero e cacciatore che fu sistematicamente sterminato da chi aveva invaso le sue terre. Questo olocausto viene taciuto, dimenticato, persino ridotto nelle proporzioni visto che si parla di “soltanto” 1 milione di amerindiani sterminati (i vincitori, si sa, scrivono e falsificano la storia).
Le fonti più attendibili attestano che prima dell’arrivo degli europei circa 8 milioni di indiani occupavano l’America del Nord. Nel 1692, non restavano già più di 4 milioni e mezzo d’indigeni. Oggi gli indiani sopravvissuti sono meno di 50mila. All’arrivo dei primi coloni gli indiani fecero l’errore di mostrarsi piuttosto accoglienti (la storia non insegna nulla, neppure ai padani…).
Quando gli immigrati furono abbastanza numerosi, cominciarono a premere sui territori dei nativi americani per strappar loro la terra.PIANIFICAZIONE. E' il via ad un genocidio mostruoso, costellato di continue stragi e massacri di villaggi, operato con una pianificazione scientifica: affamare gli indiani, facendo tabula rasa delle mandrie di bisonti, e spingerli nelle zone più invivibili per farli morire di stenti e malattie continuando, al tempo stesso, ad attaccarli. Inzia così l’epoca delle riserve, che ben presto diventano autentici campi di sterminio, aree incolte, malsane e povere di mezzi di sostentamento.
SOLUZIONE FINALE.
Migliaia di indiani, poi, vengono spostati da una riserva all’altra, apparentemente senza motivo: marce forzate su tragitti lunghissimi, in realtà studiate apposta per decimare la popolazione. Nelle riserve, veniva attuata la soluzione finale: impossibilitati a procurarsi il cibo con la caccia, come loro costume, gli indiani sono costretti a nutrirsi con alimenti avariati che non possono più essere venduti sul mercato dei coloni. LAGER.
La funzione della camere a gas, qui, viene svolta dalle coperte: agli indiani vengono fornite coperture infettate coi microbi del vaiolo e della tubercolosi e queste malattie, nel giro di pochi anni, completano lo sterminio. Il ricorso all'uso del vaiolo appare già in un rapporto al generale Amherst, datato 13 luglio 1763, in cui il colonnello Henry Bouquet relaziona al suo superiore circa l’uso di coperte infettate da malati per contagiare gli indiani.
Questa tecnica è poi stata usata con gran successo nelle riserve, per affrettare la risoluzione della “questione indiana”. Dai lager, presto ridotti a grandi lebbrosari, si poteva uscire solo morti: ogni rivolta, ogni tentativo di fuga venne repressa con inaudita ferocia. Così scomparve il popolo delle grandi praterie, vittima dell’immigrazione e, oggi, dei nostri vuoti di memoria.










Alessandro Zandoli (Nativi Americani)

4 commenti:

  1. In quest'articolo vi sono due grossolane inesattezze:
    1) "Oggi gli indiani sopravvissuti sono meno di 50mila" ...Falso, all'ultimo censimento, quello del 2006, sono quasi 2.4 milioni gli Indiani d’America e i Nativi dell’Alaska, l’Ufficio censimento ha segnalato inoltre che Cherokee, Navajo, Sioux e Ojibwe sono le affiliazioni tribali più numerose. E se consideriamo gli Indiani d’America di sangue misto il numero balza a 4.2 milioni.
    2) "Così scomparve il popolo delle grandi praterie, vittima dell’immigrazione e, oggi, dei nostri vuoti di memoria"... Sbagliato, Prima di tutto si parla di Popoli delle Grandi Pianure e non Popolo, ma soprattutto non sono affatto scomparsi, vedasi sopra. Il Genocidio che hanno subito è stato certo immane, e gli effetti di esso, della riconversione forzata alla cultura occidentale tramite le Boarding School sono pesanti ancora oggi, tuttavia le Nazioni Indiane sono ancora vive e vegete, hanno ancora un immenso patrimonio culturale, sebbene sia sempre più pressante preservare lingue, culture e tradizioni, molte comunità Native Americane lottano ogni giorno per i propri Diritti e per la loro Terra. Questa realtà deve essere sottolineata perché al contrario scrivere che sono scomparsi è fuorviante e contribuisce ad alimentare le molte inesattezze e stereotipi che purtroppo sono causa di false interpretazioni di questi Popoli e culture.

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  2. Grazie Alessandro per aver arricchito di informazioni questo post. Sono quasi certa che le tue fonti, sono più autorevoli e attendibili delle mie, tuttavia vorrei farti riflettere su un particolare: ho la casa invasa da libri sui Nativi e non c'è un solo dato che trovi riscontro in due testi, ogni autore, evidentemente, non concorda con l'altro!
    Detto questo...l'autore dell'articolo da te legittimamente contestato Alessandro Zandoli gestore del sito "SENTIERO ROSSO" ha tutta la mia stima e la mia fiducia, poichè si batte in difesa dei Nativi, organizzando costantemente numerose iniziative, direttamente sul territorio, volte ad aiutare questo popolo!
    Infine, non concordo sul fatto che questo articolo "contribuisce ad alimentare le molte inesatezza e stereotipi che purtroppo sono la causa di false interpretazioni.....".
    L'unico stereotipo che conoscono la maggioranza degli occidentali è che: gli Indiani sono cattivi e selvaggi e i bianchi buoni e civilizzati!
    NuvolaMarina

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Grazie a lei per lo spazio che ha dedicato ai Nativi Americani. Tornando a noi, la fonte dell'articolo che cita i dati del censimento da me riportati è Indianz.com, un'autorevole quotidiano online Nativo Americano; sui libri, concordo che sono una pessima fonte, soprattutto se non scritti da veri Nativi Americani, e sono la maggioranza. Conosco molto bene il Sign. Zandoli, ma al di là di questo tutti possiamo sbagliare, non è che il "battersi" per i Nativi esime dal fare degli errori, non trova? E questo sul numero degli Indiani oggi è proprio uno di quelli che non può passare inosservato, sembra appunto preso da un libro. Rispetto la sua opinione, altrettanto legittima quanto la mia, ma la prego, mi consenta di specificare che non è l'articolo ad essere fuorviante ma solo i due errori in esso contenuti, e di ribadire che definire questi Popoli "scomparsi" è un'evidente inesattezza che certo lei saprà facilmente cogliere, seppure non reputare essere uno stereotipo...se fossero scomparsi non ci sarebbe bisogno di aiutarli, non trova? La saluto e la ringrazio nuovamente per la sua gentilezza e cortesia.

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