domenica 21 settembre 2008

ITALIANI NEL MONDO

Quanti italiani ci sono nel mondo?
Numerando Dei 60 milioni tra emigranti e oriundi, censiti solo quattro !
A cavallo tra Ottocento e Novecento milioni di italiani
lasciarono il suolo patrio per rincorrere il sogno di una vita migliore.
Salirono su navi e treni affollati, accompagnati da una valigia di cartone, da dubbi, paure, speranze e da una domanda: sarà stata la scelta giusta?
Per tanti lo è stata: molti hanno trovato il lavoro che l'Italia non gli avrebbe dato e tanti hanno fatto fortuna.
Alcuni di loro hanno messo da parte lo sperato gruzzolo e hanno pagato il biglietto di sola andata anche ai familiari rimasti in patria.
Altri lo stesso gruzzolo lo hanno usato per tornare in Italia e costruirsi il futuro sulla propria terra. Altri ancora sono riusciti a racimolare soltanto il necessario per pagare il biglietto di ritorno.
Tra il 1860 ed il 1985 ventinove milioni di italiani sono partiti dall'Italia alla volta dei Paesi americani soprattutto. L'Argentina, il Brasile e gli Stati Uniti sono i le "tre Italie fuori Italia" più numerose del mondo. In alcuni Paesi hanno raggiunto un grado di integrazione da rendere difficile la loro individuazione numerica.
L'Italia nel mondo, secondo stime ufficiose, conta oggi circa 60 milioni di persone. Ma sono soltanto quattro milioni quelli regolarmente iscritti all'Aire, l'anagrafe degli italiani residenti all'estero, che dipende dal ministero dell'Interno.
I cittadini che si trasferiscono stabilmente all'estero devono per legge (n. 470/88) farne dichiarazione all'Ufficio consolare competente, ai fini della relativa iscrizione anagrafica.
Al 31 marzo 2000 risultano iscritte all'Aire complessivamente 3.901.597 persone.
Ecco dove si trovano:Europa 2.178.593Asia 68.470America del Nord 309.869America del Sud 1.120.308Centro America 15.119Oceania 153.045
I dati dell'Anagrafe consolare del ministero degli Esteri, invece, permettono una stima più puntuale, mettendo in rilievo come italiani all'estero si distribuiscono tra i diversi Paesi di ciascun continente. In base a questa stima (dati aggiornati all'ottobre 2000) gli italiani nel mondo sono in totale 3.930.499, un numero di poche centinaia inferiore a quello rilevato attraverso l'Aire.

Ecco come si ripartiscono Paese per Paese:

Africa
  • Algeria 643 Angola 32 Camerun 1.109 Congo 52
  • Costa d'Avorio 1.049
  • Egitto 5.518
  • Eritrea 790
  • Etiopia 2.133
  • Gabon 137
  • Ghana 311
  • Kenia 3.000
  • Libia 1.070
  • Marocco 1.993
  • Mozambico 637
  • Namibia 193
  • Nigeria 2.506
  • Senegal 803
  • Sud Africa 38.537
  • Sudan 106Tanzania 710
  • Tunisia 3.231
  • Uganda 604
  • Zaire 316
  • Zambia 921
  • Zimbabwe 1.377
  • Totale 68.071
  • America del Nord
  • Canada 131.763
  • Stati UnitI 214.677
  • Totale 346.440

  • Centro America
  • Costa Rica 3.285
  • Cuba 1.289
  • El Salvador 1.291
  • Guatemala 2.280
  • Honduras 700
  • Messico 3.291
  • Nicaragua 348
  • Panama 1.130
  • Rep. Domenicana 2.580
  • Totale 16.194

  • Sud America
  • Argentina 570.055
  • Bolivia 1.862
  • Brasile 306.721
  • Cile 36.410
  • Colombia 10.874
  • Ecuador 5.331
  • Paraguay 3.046
  • Perù 23.321
  • Uruguay 57.150
  • Venezuela 130.113
  • Totale 1.144.883

  • Europa
  • Albania 150
  • Austria 11.012
  • Belgio 286.797
  • Bielorussia 40
  • Bosnia - Erzegovina 350
  • Bulgaria 342
  • Cipro 448
  • Croazia 7.303
  • Danimarca 4.241
  • Estonia 36
  • Finlandia 74
  • Francia 377.777
  • Georgia 51
  • Germania 688.120
  • Gran Bretagna 152.512
  • Grecia 9.508
  • Irlanda 3.874
  • Jugoslavia 605
  • Lettonia 5
  • Lituania 20
  • Lussemburgo 22.552
  • Macedonia 111
  • Malta 1.155
  • Monaco Principato 10.843
  • Norvegia 2.294
  • Paesi Bassi 31.199
  • Polonia 1.731
  • Portogallo 2.897
  • Rep. Ceca 2.492
  • Rep. Slovacca 148
  • Romania 1.000
  • Russia 1.673
  • San Marino 6.790
  • Slovenia 2.321
  • Spagna 40.004
  • Svezia 7.869
  • Svizzera 527.790
  • Ucraina 197
  • Ungheria 1.307
  • Totale 2.207.638

  • Oceania
  • Australia 119.381
  • Nuova Zelanda 1.701
  • Totale 121.082

  • Asia
  • Arabia Saudita 782
  • Azerbaijan 26
  • Bangladesh 156
  • Cina 2.309
  • Corea 128
  • Emirati Arabi 1.032
  • Filippine 1.122
  • Gerusalemme 1.771
  • Giappone 1.731
  • Giordania 673
  • India 735
  • Indonesia 468
  • Iran 235
  • Israele 6.335
  • Kazakistan 44
  • Kuwait 249
  • Libano 1.100
  • Malaysia 304
  • Myanmar 27
  • Oman 64
  • Pakistan 199
  • Quatar 111
  • Singapore 1.030
  • Siria 328
  • Sri Lanka 65 T
  • hailandia 1.767
  • Turchia 2.940
  • Uzbekistan 60
  • Vietnam 105
  • Yemen 295
  • Totale 26.191

1 commento:

  1. martedì 24 giugno 2008
    Imbecilli e immigrati

    Ci sono i film di fantascienza e anche le statistiche di fantascienza, meglio, di fantapolitica.
    L’Istat si cimenta in questo nuovo filone letterario devo dire con scarso successo (1).
    In sintesi, l’istituto nazionale di statistiche farlocche ci promette 10 milioni di immigrati solo nel 2051. Inoltre per il 2038 solo 62,3 di abitanti sulla penisola. Troppa grazia.
    Un mucchio di fesserie e pure male apparecchiate.
    Sì perché nella penisola italiana risiedono ORA oltre 63 milioni di persone (58,5 milioni “italiani” + 3,7 milioni immigrati regolari (2) + 6-700mila (?) clandestini/irregolari).
    Gli stranieri sono quasi triplicati, da 1 milione 350 mila di meno di dieci anni fa. Nel solo anno in corso, sommando ricongiungimenti famigliari, ingressi illegali e regolarizzazioni varie, oltre alle nascite in loco, forse UN MILIONE DI NEOITALIANI ammorberanno il sacro suolo italico.
    E come del tutto prevedibile nessuna legge del recente governo guidato dal Nano di Plastica porrà alcuna limitazione, tantomeno blocco dell’ingresso incontrollato.
    Il “Comitato Centrale” della casta cattocomunista (Napolitano, Mancino, Violante, corte costituzionale) è già in fibrillazione per svuotare il “pacchetto sicurezza” di ogni contenuto ad essa sgradito.
    Anzi in ogni modo favorito da Roma capitale l’ingresso di non bianchi a creare il “popolo italiano” multicolorato, l' unica popolazione veramente “italiana”. Ad annacquare le DIFFERENZE ETNICHE tra meridionali e settentrionali. Mostrare che anche a Nord c’è la criminalità, i quartieri a rischio e l’abbandono scolastico. E che anche a Sud ci sono le bionde.
    Che anche in Padania c’è il lavoro nero in modo da potere giustificare i tagli alle pensioni di anzianità, quelle dei lavoratori privati che i contributi li hanno pagati che stanno quasi tutti sopra l’Arno.
    State certi che la casta impedirà che vengano toccati gli emolumenti dei forestali calabresi o degli ignavi spazzini napoletani. Tantomeno gli onerosi stipendi dei ministeriali romani o dei dipendenti Alitalia.
    Di più, apprendiamo dai giornali di nuove regalie e premi per i dipendenti della banca d’italia.
    Anche il berlusconiano “piano casa” sembra principalmente studiato allo scopo di incentivare l’immigrazione. Le associazioni ”antirazziste” si stanno fin da ora mobilitando affinché non siano “penalizzati” i neoitaliani nella assegnazione dei costruendi alloggi popolari. Avete ben capito che il 95% di essi finirà per essere assegnato ai “migranti”, essendo stati edificati con i soldi dei cittadini italici.
    Notate come l’esercito sia proposto per militarizzare le città, non rinsaldare i confini a protezioni delle coste dagli sbarchi imperterriti. Dimostrando che i nemici del “lombardo” La Russa sono i cittadini autoctoni “potenzialmente secessionisti”, possibili ribelli all’unità “nazionale” smettendo di pagare le imposte.

    Sicchè c’è una cosa che sembra sfuggire al grande pubblico inclusi gli imbecilli “opinion leader” dei grandi giornali e televisioni. Che i forestieri fanno i “bravi” perché usufruiscono di ogni garanzia, di tutti i privilegi, l’impunità assoluta per praticamente qualsiasi reato, forse unico caso al mondo.
    Il malandato sistema carcerario è nuovamente sull’orlo del collasso e necessita una nuova ondata di “buonismo” e depenalizzazioni di cui si avvantaggeranno in massima parte gli stranieri.

    Nessuno in italia ha la forza di scriverlo.
    L’ingresso forzoso di tali moltitudini di diseredati sta provocando uno storico depauperamente delle condizioni di vita della popolazione paragonabile a ciò avvenuto durante e dopo le due guerre mondiali.
    Tra le statistiche che lorsignori NON divulgano vi è quella sul reddito medio dichiarato dagli immigrati da cui si evincerebbe facilmente che stiamo importando masse di poveri che solo saranno di peso per uno stato afflitto da enormi difficoltà di bilancio pubblico. A fine 2008 degli oltre cinque milioni di stranieri presenti a vario titolo almeno quattro milioni saranno sostanzialmente a carico del contribuente italiota già gravato dalle pesanti gabelle della Casta.
    Cosa dire del Pil?
    Da anni ormai il prodotto interno lordo italiano è ARTIFICIALMENTE gonfiato non con la “produzione” bensì con l’aumento delle tasse e del numero delle transazioni. Nonostante ciò l’incremento della prosperità “nazionale” è INFERIORE all’incremento della popolazione residente col risultato di una diminuzione della ricchezza procapite.

    Dati non ne diffondono, ma il buon senso non riescono a bloccarlo, per ora.
    Basta accorgersi come nella maggior parte di scuole e asili una percentuale vicina al 100% di figli di immigrati goda dell’esenzione da rette e balzelli vari per reddito. Similmente per i ticket sanitari della cui esenzione gli stranieri si giovano in massa. Il 60-70% delle case popolari è mediamente assegnato a famiglie neoarrivate, con gli “italiani” costretti ad arrabattarsi nel mercato immobiliare privato. Questo ha come quasi impercettibile risvolto che le masse colorate non abbienti potranno tranquillamente finire gratuitamente i loro corso di studi a discapito dei figli degli operai “italiani” costretti a rinunciare per le esose tasse universitarie insostenibili per famiglie che per l’imbecille stato tricolore, avendo una casa intestata, risultano opulente. Altra conseguenza assai più tangibile dell’immane pressione immigratoria il prezzo degli immobili, destinato a toccare vertici ora inimmaginabili.
    State ben certi che da noi la “bolla” immobiliare NON scoppierà.
    Per il mantenimento di queste persone oltre che dei parametri europei, è virtualmente IMPOSSIBILE che le tasse, dirette e indirette, diminuiscano. Al contrario, incrementeranno a dismisura fino al disastro economico.
    La cifra di 10 milioni di immigrati (anche senza tenere conto di coloro che stanno ottenendo la cittadinanza) sarà raggiunta attorno al 2015, altro che 2051! In quella data pure il numero dei residenti supererà la soglia patologica dei 70 milioni. In maggioranza saranno miserabili e poveri importati e autoctoni impoveriti dalla globalizzazione.

    Meschina retorica di un’entità statuale che sente di non avere più speranza. Di una cricca di nullafacenti disposta ad aggrapparsi a tutto pur di salvaguardare gli immutabili privilegi.
    Pantomima replicata all’infinito a beneficio del sempre minore numero di imbecilli che strillano “viva l’italia”.
    E’ il caso della fantozziana querelle sugli statali fannulloni.
    L’inutile ministro Brunetta non minaccia, come apparirebbe lapalissiano, semplicemente di licenziare i parassiti ma a guisa donchisciottesca di metterli alla moderna gogna di internet. Il che sappiamo mai avverrà sicché prontamente interverrebbe la “privacy” a scampare dal pericolo.
    Non basta.
    Il partito unico dei fankazzisti è pronto a inserire gli stranieri nel settore pubblico per accalappiare il loro consenso elettorale. Anche nelle forze del’ordine con il pretesto della lotta alla criminalità di origine straniera. Nessun dubbio che poliziotti rumeni, senegalesi e albanesi controlleranno i cittadini italiani, non certo i loro fratelli di sangue.
    Teoremi sghembi di una sinistra imbecille: se siamo “tutti uguali” e le “razze non esistono” perché proprio gendarmi stranieri contro la criminalità straniera? Se siamo “tutti uguali” non potrebbero bastare i poliziotti nostrani a qualunque genere di malvivenza?
    Nel momento in cui l’economia del Nord, in cui si produce l’85% del Pil, i cui lavoratori hanno la PIÙ ALTA produttività europea in rapporto al salario netto percepito, non avrà più fiato per alimentare tutto questo meccanismo i neoitaliani costituiranno le loro enclavi, geografiche e istituzionali, non avendo più bisogno di giocare agli “italiani”.

    Il 2015 sarà con tutta probabilità il “deadline” dell’italia.
    Per quel periodo tali e tanti saranno i conflitti sociali e culturali che nessuno sentirà la necessità di abbassare il debito pubblico, costruire centrali nucleari o edificare il ponte sullo Stretto.
    Per quella triste ora le “sovrastrutture” dello stato italico saranno disintegrate e la penisola assomiglierà ad un cocktail nefasto a metà tra l’attuale Zimbabwe e un immenso campo nomadi.
    Nel duemilacinquntuno poi, tra ben 43 anni la penisola, forse semincenerita da una o più guerre nucleari, sarà suddivisa in una bolgia di staterelli/enclavi a base etnico/religiosa per i quali dire ‘italia’ sarà come ora dire ’impero romano’.

    Badate, è già così.
    Alcuni parchi pubblici, interi stabili di Brescia, una delle città europee con il più alto tasso di immigrati, sono già “de facto” entità extraterritoriali fuori “iuris dictione” del comune e dello stato.
    Senza ovviamente che nessun imbecille di magistrato apra un’inchiesta per “attentato all’unita’ nazionale” come ipotesi di reato.
    Gli imbecilli dell’Istat, dal canto loro, afflosciati dal Ponentino romano, sempre proni a salvare momentaneamente i loro infondati stipendi piuttosto che a fotografare la realtà nuda e cruda, producono vuoti numeri adatti al nostro futuro quando a quello del pianeta Plutone.
    Ma forse gli imbecilli si sono sbagliati, hanno fatto confusione, invertito due numerini; il cinque con l’uno!
    Come in un filmetto comico di cassetta più che di una pietra miliare di genere.

    F. Maurizio Blondet

    1 ) http://it.reuters.com/article/topNews/idITDIG94732220080619
    2 ) http://www.migrantitorino.it/?p=50

    http://falsoblondet.blogspot.com/

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